Videosorveglianza professionale: cosa ti serve sapere?
25-09-2017
Videosorveglianza professionale: cosa ti serve sapere?

La tua azienda ha bisogno di un sistema di sicurezza, tu vuoi assicurarti il migliore e affidarti a professionisti che siano in grado di mettere in sicurezza gli uffici, i magazzini, i depositi,… insomma, i centri nevralgici del tuo lavoro.

Magari non te ne intendi gran che, forse ti sei informato sul web, ma ti sei ritrovato a leggere decine e decine di articoli che sponsorizzano centinaia di soluzioni diverse e tutte uguali.

Come orientarsi in questa selva di telecamere, leggi, burocrazia senza impazzire? Tu hai già molte cose da fare, non puoi pensare proprio a tutto, giusto? Bene. Allora Elettrovolt, l’azienda della provincia di Verona specializzata in sicurezza, cercherà di svelare qualche arcano e aiutarti a comprendere cosa ti serve davvero e cosa è necessario per installare un impianto di sorveglianza professionale nella tua azienda.

Cosa si può fare oggi con la videosorveglianza professionale?

Grazie alla ripresa delle immagini da parte di telecamere esterne o interne ai locali aziendali le tue possibilità sono davvero enormi. Eccone alcune delle più interessanti:

  • Riconoscimento targhe
  • Riconoscimento volti
  • Warning Zone, la telecamera si attiva con l’attraversamento, passaggio o sosta in un’area riservata
  • Tripwire, la telecamera si attiva con l’attraversamento di un’area perimetrale
  • Illegal Parking, attivazione della camera con il riconoscimento e l’avviso in caso di sosta in aree non permesse
  • Missing Object con attivazione con la rimozione di un oggetto, o il relativo spostamento
  • Graffiti Detection per monitorare eventuali attività vandaliche
  • Movimento casuale (Loitering) il riconoscimento di alterazioni su uno specifico percorso, ad esempio in una catena di montaggio

Queste specifiche attività richiedono una conoscenza approfondita dei sistemi di videosorveglianza e della loro programmazione. Inoltre solo un sopralluogo e la conoscenza dell’azienda ci permette di capire anche quale tecnologia sia più adatta, la qualità audio e video, così come i costi di manutenzione (pensiamo solo alla pulizia delle telecamere, la sistemazione della messa a fuoco, modifiche dell’alimentazione, manomissioni e alert).

Videosorveglianza e privacy: una questione spinosa

Qualsiasi ripresa video è un’attività invasiva della privacy. Per questo è fondamentale che tu conosca bene la legislazione in materia, per poter attivare un impianto di videosorveglianza senza incorrere in sanzioni.

Principi fissati dal Garante della Privacy per la videosorveglianza

Partiamo dal presupposto che il Garante per la Privacy ha fissato i principi base che devono essere rispettati:

Principio di liceità: La videosorveglianza deve avvenire nel rispetto, oltre che della disciplina in materia di protezione dei dati personali, di quanto prescritto da altre disposizioni di legge da osservare in caso di installazione di apparecchi audiovisivi.

Principio di necessità: va escluso ogni uso superfluo e vanno evitati eccessi e ridondanze.

Principio di proporzionalità: gli impianti di videosorveglianza possono essere attivati solo quando altre misure siano ponderatamente valutate insufficienti o inattuabili.

Principio di finalità: gli scopi perseguiti devono essere determinati, espliciti e legittimi. Ciò comporta che il titolare possa perseguire solo finalità di sua pertinenza.

La videosorveglianza da parte di soggetti privati può avvenire anche senza il consenso degli interessati a tutela di beni e persone se esiste un pericolo di aggressione, furto, danneggiamento, prevenzione, sicurezza sul lavoro e solo rispettivamente alle aree di propria pertinenza; pensa ad esempio ad uno studio legale situato all’interno di un condominio.

Conservazione dei dati

La conservazione delle riprese deve rispettare il principio di proporzionalità e in genere non deve superare poche o al massimo 24 ore, salvo richieste particolari da parte delle forze dell’ordine. Esistono particolari necessità tecniche, ad esempio sui mezzi di trasporto, o dovute alla pericolosità dell’attività svolta che ammettono un tempo di conservazione più ampio, che non può comunque superare i 7 giorni: pensa alla necessità per una banca di dover riconoscere gli autori di un sopralluogo nei giorni precedenti ad una rapina.

Informativa

Gli interessati devono essere informati che stanno per accedere o che si trovano in una zona videosorvegliata e dell’eventuale registrazione.

L’informativa deve fornire gli elementi previsti dal Codice anche con formule sintetiche, ma chiare e senza ambiguità. Tuttavia il Garante ha individuato un modello semplificato di informativa “minima” (vedi immagine avviso di videosorveglianza).

Sanzioni

Non osservare le disposizioni del Garante porta a conseguenze anche pesanti. Può riguardare il semplice blocco della videosorveglianza, fino all’applicazione di sanzioni amministrative e penali come previsto negli articoli 161 e successivi del Codice della Privacy.

Eccone alcuni esempi:

  • nel caso non si esponga il cartello informativo la sanzione va dai 6000,00 ai 10000,00 euro;
  • la mancata o errata notifica al Garante, se prevista, comporta una sanzione fino a 120.000,00 euro;
  • la cessione illecita delle registrazioni è punibile con una sanzione fino a 60.000,00 euro;
  • i danni, anche se di natura non patrimoniale, derivanti dalla violazione delle norme possono essere puniti con la reclusione da 6 a 24 mesi e prevedono un risarcimento alla parte lesa;
  • una falsa dichiarazione resa all’Autorità Garante è invece punibile con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Forse molte di queste cose le sapevi già, forse le approfondisci ora. In ogni caso, se vuoi installare un impianto di videosorveglianza professionale, non affidarti al caso. Chiamaci per un sopralluogo gratuito e verificheremo insieme la fattibilità e le tue necessità.